Cosa pensiamo del NATALE? di Don Costantino Marostegan

//Cosa pensiamo del NATALE? di Don Costantino Marostegan

Cosa pensiamo del NATALE? di Don Costantino Marostegan

Cosa pensiamo del NATALE? di Don Costantino Marostegan

In questi giorni che sono segnati dalle notti più lunghe dell’anno ritorna con la sua luce il Natale. Ritorna annunciato da milioni di piccole luci che sembrano voler ornare i nostri paesi e le nostre case. Ritorna nei giorni più freddi e questo suo ritorno annuale può anche generare noia e fastidio se ciò che si ripete manca di senso, non accende un
certo stupore, non apre alla speranza. Da parecchi anni, interrogativi nuovi hanno iniziato ad aleggiare sul Natale
e sul modo di celebrarlo. Da un lato si è accentuata sempre di più la dimensione commerciale delle «festività di fine anno», che non a caso hanno assunto anche nella terminologia una dimensione slegata dall’evento della nascita di
Gesù: ormai pochi, anche tra i cristiani, rammentano e testimoniano nei fatti che il mese precedente il Natale è il
tempo dell’Avvento, cioè dell’attesa del ritorno del Signore, e si interrogano sulla coerenza di certi comportamenti
con il messaggio cristiano. D’altro canto, assistiamo a curiose e a volte aspre polemiche circa l’opportunità o meno di celebrare in spazi laici e pubblici cerimonie «natalizie»: recite, canzoni, mostre di disegni, presepi e feste rievocative vengono cancellate per un malinteso senso di rispetto delle altre tradizioni religiose.

Verrebbe da chiedersi se queste tensioni e contraddizioni non possano essere colte come opportunità per un serio ripensamento della propria fede e del suo modo di esprimersianche pubblicamente in una società ormai multiculturale: il fatto che determinate tradizioni natalizie non siano più accolte come scontate da tutti potrebbe essere un’ottima occasione per una purificazione del modo che i cristiani hanno di vivere la propria fede e di testimoniarla nel mondo.

Siamo così sicuri che gli aspetti ritenuti più ovvi e caratteristici delle festività natalizie abbiano davvero a che fare
con la fede in Gesù, nato da Maria, venuto nel mondo per narrare a tutti il volto misericordioso di Dio?

Pensiamo realmente che la presenza di giovanotti bardati da vecchi bonaccioni nei centri commerciali rimandi
al mistero della notte di Betlemme? O che dei buffi pupazzi che si arrampicano sui nostri balconi o si calano
dai camini in concorrenza con streghe a cavallo di una scopa rievochino l’annuncio di «una grande gioia per
tutto il popolo» o «la pace in terra per gli uomini di buona volontà»?

In questo tempo che le feste ci offrono, potremmo ripensare a come molte tradizioni si sono formate nel corso della storia, in un intreccio fecondo tra fede e cultura. Così, per esempio, i cristiani delle primissime generazioni seppero unire la loro fede in Gesù, luce del mondo, alla celebrazione del «sole invitto» nel solstizio invernale; così san Francesco riuscì a calare nella realtà contadina dell’Italia medievale l’atmosfera del presepe che richiamava quanto accaduto nella campagna di Betlemme milleduecento anni prima; così, per venire a tempi più vicini a noi, la figura di san Nicola trapiantata da Mira ai paesi nordici è scesa di nuovo fino in riva al Mediterraneo per affiancarsi a «Gesù bambino» nel colorare con la gioia del dono fatto e ricevuto la notte di Natale. E che dire dell’albero adorno di luci e addobbi, un tempo sconosciuto nei paesi della cattolicità latina? Sì, cosa pensiamo davvero quando diciamo «Natale»?

Riscoprire e riaffermare i connotati più propriamente cristiani della festa

il Dio che si è fatto uomo perché ha tanto amato il mondo

non significa rinchiudersi in un ghetto esclusivo, ma mostrare inedite capacità di narrare con il linguaggio della nostra cultura in continuo mutamento la perenne «buona notizia» che riguarda tutta l’umanità: la nascita di Gesù è
abbraccio tra giustizia e verità, è incontro fecondo tra cielo e terra, è speranza e promessa di pace e divita piena.

Buon Natale.

don Costantino

FOTO: Natività di Pietro Perugino, Perugia (Collegio del Cambio) 1498

By | 2017-02-06T11:54:43+00:00 febbraio 6th, 2017|Categories: Bollettino 2016|0 Commenti

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